Categorie

aspetta...

Elezioni all’Ordine degli Architetti – proposte a confronto

6 ottobre 2017
Le proposte di “Ordine libero”, “facciamordine” e “verso una architettura

Nei giorni scorsi, nell’imminenza delle elezioni per il rinnovo del Consiglio del nostro Ordine, e nel rispetto dei differenti orientamenti elettorali di tutti i colleghi iscritti alla sezione di Roma di Federarchitetti, è stata inviata una mail (clicca per leggere il testo) a tutti i 114 colleghi che avevano presentato la loro candidatura, con la richiesta di farci pervenire le loro proposte su quattro specifici argomenti, con l’impegno di pubblicarle integralmente , senza tagli né censure .

Gli argomenti

  • L’Ordine, il suo ruolo istituzionale, i cuoi compiti,
  • Il bilancio dell’Ordine
  • Le società partecipate (Acquario Romano, Casa dell’Architettura, libreria e casa editrice)
  • Formazione e crediti formativi

Questi, in ordine alfabetico, i colleghi che hanno avuto la cortesia di rispondere, ai quali va il nostro ringraziamento, con l’indicazione, tra parentesi, della lista di candidati di riferimento: Eleonora Carrano (ordine libero), Enrico Cerioni (verso una architettura), Francesco Orofino (facciamordine)

 

QUESTE LE LORO PROPOSTE

Eleonora Carrano (ordine libero)

L’Ordine, il suo ruolo istituzionale, i suoi compiti
L’Ordine negli anni ha strumentalmente alimentato un malinteso senso delle istituzioni: non è un sindacato né un’agenzia interinale, eppure da almeno un decennio agli iscritti gli riconoscono un potere di rappresentanza che non possiede. dopo il DPR 137/2012 l’Ordine è tenuto a tenere esclusivamente l’albo e organizzare la formazione continua, ma può rilanciare la sua funzione sul territorio a servizio dei cittadini con tre azioni:
1. applicando l’art. 5 della recente legge “tutela del lavoro autonomo” (L. 81/2017 ) al fine di ridurre le discrezionalità interpretative e i tempi burocratici delle pratiche urbanistiche.
2. Dando un contributo al ripristino dei minimi tariffari e per sostenere l’esclusività degli ambiti delle competenze  professionali restituendo la progettazione alla figura dell’architetto
3. Aprendosi alla città e alla cittadinanza con iniziative improntate a promuovere la pratica architettonica come fatto culturale, sociale, politico.

Il bilancio dell’Ordine e le società partecipate (Acquario Romano, Casa dell’Architettura, libreria e casa editrice)
Oggi l’Ordine risulta essere un’istituzione talmente svuotata di senso, che per dargli un senso i Consigli degli Ordini provinciali come quello degli Architetti di Roma, l’hanno riempita di funzioni che esulano dalle disposizioni, triplicandone le spese e aumentando le quote degli iscritti fino alla folle cifra di 200 euro, che permette ai Consiglieri di gestire ben 4,5 milioni di euro l’anno. Proponiamo quindi di dimezzare l’attuale quota annuale di 200 euro all’Ordine, tagliando i capitoli di spesa delle attività non strettamente necessarie al funzionamento dello stesso: chiusura della società partecipata Prospettive Edizioni s.r.l.; riorganizzazione della società Acquario Romano s.r.l. ; appalto esterno della gestione della libreria; taglio delle spese per la produzione della rivista  AR  (con passaggio dal  cartaceo al digitale); chiusura del canale TV ( tv.architettiroma.it), taglio dei fondi destinati all’associazione ludica Aloa; taglio dei fondi destinati alla squadra di calcio.

Formazione e crediti formativi
Con il DPR 137/12 la formazione è divenuta obbligatoria dal 2014. La formazione deve rappresentare un’opportunità per migliorare le proprie competenze professionali e l’Ordine dove farsi carico del servizio di formazione gratuita, garantendo l’accessibilità a tutti gli architetti con lezioni che non siano concepite per ottemperare formalmente ad un obbligo  di legge, ma che abbiano un riscontro sul mercato del lavoro. Il regolamento del CNA andrebbe rivisto nei criteri di attribuzione dei crediti, prevedendo, tra le attività che costituiscono “assolvimento degli obblighi di formazione professionale o aggiornamento e sviluppo professionale”, la partecipazione ai concorsi di progettazione, la ricerca,  le pubblicazioni e la partecipazione documentata a eventi internazionali presso organismi  riconosciuti.

Enrico Cerioni (Verso una architettura)

L’Ordine, il suo ruolo istituzionale, i suoi compiti.
Il nuovo Ordine:
– deve prioritariamente affinare, velocizzare e implementare i servizi e le funzioni in campo amministrativo, professionale e legale verso i propri iscritti;
– si proporrà come referente principale verso le istituzioni in merito alla programmazione e gestione del territorio e della città, in particolar modo nelle scelte di metodo e delle procedure per realizzazione concreta della Rigenerazione Urbana;
– garantirà la trasparenza dei procedimenti di incarico che vengono affidati per statuto e/o convenzione nonché le competenze dei soggetti responsabili ed eviterà il gioco quanto mai scorretto dei doppi o tripli incarichi.

Il bilancio dell’Ordine
Il bilancio:
– verrà reso realmente trasparente con la documentazione allegata consultabile e non come avviene ora di prassi con sintesi di bilancio per voci e diagrammi percentuali;
– si incrementerà la voce riguardante i servizi di consulenza offerti agli iscritti e quella delle informazioni professionali tecniche e normative rivolte agli Architetti.
– la rivista AR verrà ridimensionata nel budget e sarà stampata su carta riciclata. Sarà formata una redazione per essere vicina alle esigenze e al lavoro degli architetti, con un ruolo significativo nella rilevazione della realtà del nostro territorio e dei progetti, realizzati e non,  che lo riguardano.

Le società partecipate (Acquario Romano, Casa dell’Architettura, libreria e casa editrice)
È difficile pronunciarsi sull’Aquario Romano e la Casa dell’Architettura in quanto i bilanci non sono consultabili pur essendo regolati da pubbliche convenzioni.

Proponiamo:
– la TRASPARENZA perché è li che si fa cassa.
– di investire la Casa di un nuovo ruolo di catalizzatore creativo in grado di ospitare concerti, esposizioni di opere, rappresentazioni teatrali e di danza. L’incontro tra diverse discipline sarà un fertile terreno per far crescere nuove idee, sinergie e quindi diventare un chiaro riferimento culturale, politico e organizzativo per Architetti e Cittadini.

Formazione e crediti formativi
Vogliamo puntare:
– sulla formazione attiva con l’apertura di un “Centro Studi e Ricerche” che si occuperà dei temi strategici della Rigenerazione Urbana e Territoriale. Su queste tematiche, secondo le conoscenze e le specifiche competenze di ogni iscritto, sarà possibile trasformare le ore annuali che ciascun architetto dedica all’aggiornamento, in tavoli di ricerca, lavoro e dibattito ove sia possibile elaborare idee e progetti. In questo modo, si implementa sia la funzione propositiva dell’Ordine nelle scelte culturali e politiche della città (vedi punto 1) sia un nuovo rapporto di partecipazione attiva con i propri iscritti;
– sul mantenimento della formazione gratuita per gli iscritti, comprendente anche le materie specialistiche in grado di accrescere la professionalità;
– su azioni dirette a legittimare l’attività professionale svolta come CFP.

Francesco Orofino (facciamordine)

L’Ordine, il suo ruolo istituzionale, i suoi compiti
A cosa serve l’Ordine?
Questa è la domanda fondamentale che ciascuno dovrebbe porsi in questa tornata elettorale.

Per noi candidati di #facciamordine una seria riflessione sull’identità e sul ruolo degli Ordini professionali è stata una premessa imprescindibile per impostare il programma di lavoro di chi si candida a governare, nei prossimi anni, il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Roma.
L’Ordine degli Architetti è un Ente Pubblico non economico, vigilato dal Ministero della Giustizia, cui compete principalmente la tutela della collettività e della committenza, verso la quale si rende garante – con azioni di vigilanza e di controllo – della qualità delle prestazioni e del rispetto delle regole.
Questa è oggi la natura dell’Ordine. Può non piacerci, possiamo pensare che vada riformata, ma oggi è così.
L’Ordine, nell’interesse della collettività, per noi ha un compito prioritario: promuovere in tutti i modi possibili la qualità dell’Architettura e delle trasformazioni del territorio per favorire il miglioramento della qualità della vita dei cittadini; tutelare il diritto della collettività ad ambienti di vita armonici e sostenibili sia dal punto di vista ambientale che sociale, economico ed estetico.

Il bilancio
Il nostro Ordine ha entrate annue di circa 4.500.000 euro, che vengono in gran parte dalle nostre iscrizioni. Se rendiamo il bilancio dell’Ordine coerente e compatibile con il suo ruolo e le sue funzioni, riducendo le tante spese inutili, avremo servizi più efficienti e una progressiva riduzione della quota di iscrizione.
La rivista dell’Ordine diventerà interamente digitale, consentendo anche in questo caso significativi risparmi di risorse.
Avvieremo una gestione del Bilancio dell’Ordine che veda il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli iscritti. Predisporremo un bilancio preventivo partecipato, che consenta una condivisione dei programmi e una maggiore trasparenza.
Le società partecipate (Acquario Romano, Casa dell’Architettura, libreria e casa editrice)
Le società Acquario Romano srl, la Casa Editrice, il Bookshop devono diventare progressivamente realtà autonome anche dal punto di vista delle risorse economiche e non strumenti operativi dell’Ordine o società da esso “sovvenzionate”.
La Casa dell’Architettura deve tornare ad avere il ruolo per cui è nata. Non è la casa degli architetti iscritti all’Ordine di Roma, così come la Casa del Cinema non è la casa di attori o registi, o la Casa del Jazz non è la casa dei musicisti, ma è un luogo autonomo di cultura aperto  ai cittadini, non solo romani, per un confronto e un dibattito sulle trasformazioni delle città e dei territori. Vogliamo in sostanza che la Casa diventi sempre più un vero strumento di promozione dell’architettura.

Formazione e crediti formativi
L’aggiornamento professionale obbligatorio per gli architetti ed il connesso meccanismo di riconoscimento dei crediti formativi, si è rivelato un vero disastro. E’ diventato nella maggior parte dei casi una vessazione burocratica e non un’occasione di crescita professionale.
È urgente assumere tutte le iniziative utili per contrastare questi meccanismi e la logica con cui sono stati concepiti proponendo un approccio diverso, anche a costo di forzare i regolamenti vigenti scritti dal Consiglio Nazionale. Vogliamo individuare soluzioni alternative per il riconoscimento di crediti formativi a chi, per esempio, partecipi ad un concorso di progettazione, o dimostri di aver fatto una esperienza professionale significativa (l’ordine degli ingegneri lo consente già adesso), o a chi ha curato una mostra o scritto una pubblicazione o un saggio su temi innovativi in architettura, ecc.