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Inarcassa: riconosciuto dal tribunale il diritto alla pensione minima

 

Dall’architetto Gianluca Valle, membro del Consiglio Direttivo di Federarchitetti Roma, riceviamo e volentieri qui di seguito pubblichiamo una interessante informativa relativa ad una recente sentenza con la quale il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro ha riconosciuto il diritto di una pensionata Inarcassa alla pensione minima (attualmente pari ad Euro 10.876,00 lordi annui)

Ritengo opportuno informare che, grazie ad un ricorso presentato dagli Avvocati di uno Studio Legale specializzato in Diritto della Previdenza Sociale, il Tribunale di Roma – Sezione Lavoro, con una recente sentenza pubblicata in data 23.5.2017, ha riconosciuto il diritto di una pensionata Inarcassa alla pensione minima (attualmente pari ad Euro 10.876,00 lordi annui), affermando l’illegittimità delle disposizioni contenute nel Nuovo Regolamento Generale Previdenza 2012 per mezzo delle quali Inarcassa, nel 2012, ha limitato (ed in molti casi precluso) l’accesso all’istituto dell’integrazione al minimo della pensione, escludendolo, ad esempio, per tutti coloro che, nell’anno antecedente al pensionamento, sono stati in possesso di un reddito ISEE superiore ad Euro 30.000,00.

In particolare, il Giudice, con una motivazione molto lineare ed efficace, ha affermato che le suddette disposizioni di Inarcassa violano i parametri di legittimità previsti dalla Legge, precisando che costituisce principio consolidato dell’ordinamento quello secondo cui “i provvedimenti adottandi dalle Casse di previdenza “allo scopo di assicurare l’equilibrio di bilancio” devono garantire l’intangibilità degli effetti derivanti, per gli assicurati le cui prestazioni pensionistiche non siano state ancora acquisite, dalle quote di contribuzione già versate e, quindi, dalla misura delle prestazioni potenzialmente maturate in itinere (Cass. Sez. lavoro, Sent., 15/06/2016, n. 12338 )”.

In sostanza, secondo il Giudice, Inarcassa, con le disposizioni di cui all’art. 28 del Nuovo Regolamento Generale Previdenza, non avrebbe tenuto in alcun “conto le anzianità contributive maturate prima della data di operatività delle disposizioni dettate dalla l. n. 335 del 1995 e dal regolamento anzidetto, finendo per vanificarle del tutto e renderle sterili ai fini del conseguimento del diritto alla pensione minima”.

Inarcassa, quindi, è stata condannata ad erogare alla nostra Collega la pensione minima e tutti le differenze sui ratei di pensione arretrati.

La giurisprudenza di merito, quindi, sta cominciando a concedere speranza a tutti quei pensionati Inarcassa che, pur avendo confidato negli anni nel godimento della pensione minima, stanno percependo dall’Ente trattamenti pensionistici bassissimi, senza alcuna integrazione al minimo.

Chiunque desideri informazioni su questo importantissimo argomento può contattarmi privatamente.

Arch. Gianluca Valle