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Maussier: “No al doppio lavoro, No al mezzo lavoro”

“Stop al doppio lavoro per i dipendenti pubblici” Fondazione Inarcassa incontra il ministro per la Semplificazione Roma, 12 apr. (askanews) – “È ingiusto nei confronti di tutti i colleghi che svolgono la sola libera professione che un pubblico dipendente, che già gode di tutte le garanzie giustamente destinate al lavoro subordinato, possa oggi svolgere altri lavori oltre a quello per il quale è stato assunto.

Nel leggere questo lancio d’agenzia non posso non rilevare, ancora una volta, che la Fondazione Inarcassa, finanziata con i fondi della nostra ricchissima Cassa di Previdenza, nell’incontro con la Ministra Madia, alla quale ha espresso la contrarietà al doppio lavoro dei dipendenti pubblici che esercitano anche la libera professione, ha assunto un ruolo di rappresentanza Sindacale che non le compete, in quanto sono i Sindacati dei liberi professionisti che dovrebbero essere convocati presso le Istituzioni o le commissioni parlamentari per essere auditi, e non le fondazioni delle casse di previdenza, e men che mai gli Ordini professionali, o i Consigli Nazionali, o le reti delle professioni tecniche, che si sono autoassegnati un mandato di rappresentanza e tutela che nessun professionista ha mai dato loro, e che non è peraltro previsto dalla legge.

Ma questa è una vecchia storia che i politici per primi preferiscono ignorare, con la precisa volontà di lasciare ai margini le rappresentanze sindacali dei liberi professionisti, peraltro prive delle risorse economiche dei sindacati dei lavoratori, del sistema Ordinistico e della Fondazione, e quindi tenute in vita solo dal coraggioso volontariato di pochi .

È evidente quindi quanto sia più facile, per chi ha una enorme disponibilità di mezzi, ottenere ascolto da chi non ci vuole riconoscere il ruolo che ci compete.

Indipendentemente comunque da tale  legittima doglianza, non posso non condividere, in linea di principio, quanto lamentato dal Presidente della Fondazione Inarcassa,  aggiungendo tuttavia che l’argomento ha dimensioni ancor più ampie in quanto esso  riguarda non solo “il doppio lavoro” ma anche il “mezzo lavoro”, ovvero quello dei colleghi che esercitano la professione in forma occasionale, senza partita IVA e senza posizione previdenziale, con costi di gestione quindi decisamente più ridotti, che consentono loro di richiedere parcelle decisamente più ridotte esercitando, nei fatti, una concorrenza sleale nei confronti degli altri colleghi.

Quanto sopra è stato oggetto di una mia precisa segnalazione al MEF, che la ha, a sua volta, girata alla Agenzia delle Entrate, dalla quale stiamo aspettando indicazioni che potrebbero sconvolgere vecchie consuetudini, peraltro improvvidamente avallate dal parere di un commercialista interpellato al riguardo, su richiesta dell’Ordine degli Architetti di Roma, dal CNAPPC.

Questa mia segnalazione è stata altresì oggetto di un corposo endorsement da parte del Presidente di Inarcassa, arch. Giuseppe Santoro .

Per avere un’idea molto approssimata di quanto sia esteso il fenomeno basti pensare che all’Ordine di Roma sono iscritti circa 20.000 architetti, dei quali solo la metà esercita la libera professione con partita IVA e iscrizione ad Inarcassa.

 

Il Presidente di Federarchitetti Roma

Arch. Giancarlo Maussier