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Ancora no al POS per architetti e ingegneri

Si è tornati a parlare in questi giorni del POS, dell’obbligo di accettazione di pagamenti con carte di debito, e dell’applicazione di sanzioni per i professionisti che non lo installano, ma il Governo, ormai già pronto a dare questo ultimo regalo alle banche, ha per il momento accantonato l’idea di sanzionare i professionisti che non se ne dotano. Noi di Federarchitetti continuiamo ad essere fermamente contrari all’introduzione di questo nuovo obbligo che ci costringerebbe a dotarci di uno strumento che non utilizzeremo mai, pur sostenendone i costi fissi. UNA VERA INGIUSTIZIA SOCIALE INSOMMA.

Dal 1° gennaio 2016 è diventato obbligatorio accettare pagamenti elettronici di qualsiasi importo, ovvero anche se inferiori 30 euro effettuati con carte di debito, utilizzando il POS (Point of Sale).

Si è sempre trattato comunque di un obbligo mai rispettato in quanto non sono previste sanzioni per la sua inosservanza. È per questo motivo infatti che nella prima versione di un emendamento al ddl Stabilità 2016 erano previste multe che, partivano da mille euro e arrivavano fino alla sospensione dell’attività professionale.

Ma sulle sanzioni per i professionisti che non si dotano del POS il Governo ha per il momento fatto marcia indietro, cancellando nella versione definitiva del Ddl Stabilità 2016 le multe inizialmente previste, rimandando la questione ad un momento successivo.

Sarà il Ministero dello Sviluppo Economico, con un decreto ad hoc, a definire l’importo e le modalità delle sanzioni. Ma c’è un limite: i professionisti che riusciranno a dimostrare la presenza di una “oggettiva impossibilità tecnica” non saranno obbligati ad accettare pagamenti elettronici con bancomat e carte di credito o debito.

Si dice che alla base di questa norma ci sia la volontà di combattere l’evasione fiscale in quanto porterà a utilizzare meno i contanti e quindi a una maggiore tracciabilità dei pagamenti, anche se, in evidente contraddizione con se stesso, il Governo, da una parte spinge sui pagamenti elettronici, ma contemporaneamente alza da mille a 3 mila euro il tetto consentito per l’utilizzo del denaro contante.

Ritengo personalmente che questa idea sia una colossale sciocchezza, frutto degli istinti demagogici dei governi di turno e delle idee dei loro rappresentanti quasi sempre scollati dalle realtà del mondo delle professioni e totalmente preoccupati di piacere ai poteri forti e di compiacerli, così come accaduto con l’assicurazione professionale obbligatoria.

Va montando in rete e sui social network una forte protesta e opposizione all’introduzione del POS, sia per il costo fisso, che dovrebbe aggirarsi sui 60/100 €uro annui, oltre le commissioni sul transato e il minimo garantito, a fronte di un suo totale e certo inutilizzo, che per ragioni tecniche, stranamente sollevate persino dal CNAPPC, che sostiene che i pagamenti anche minimi delle attività professionali della categoria sono normalmente superiori ai massimali della carta di debito. C’è anche chi si rassegna all’introduzione del POS e ne propone la fornitura gratuita, o  chi sottolinea che il POS non garantisce la lotta all’evasione in quanto non impedisce la possibilità di concordare pagamenti in contanti.

Noi di Federarchitetti Roma vogliamo dire Basta, almeno per quanto riguarda la categoria degli architetti e degli ingegneri, all’usanza ormai di moda, di considerarci evasori fiscali, perché anzi noi vorremmo che il pagamento delle nostre prestazioni professionali venisse effettuato con l’utilizzo obbligatorio di bonifici, come unico mezzo di pagamento, a fronte di regolari fatture.

È  per questo motivo che Federarchitetti, ha più volte espresso nei propri documenti, la proposta che alla presentazione delle DIA o delle SCIA o di altri documenti, o al ritiro di altri titoli abilitativi sia obbligatoriamente esibita la fattura del professionista incaricato regolarmente quietanzata, con il risultato di contribuire, per quanto possibile, alla lotta all’evasione fiscale.

Arch. Giancarlo Maussier
Presidente di Federarchitetti Roma

 

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