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I compensi ai CTU – in arrivo un altro schiaffo

Dopo l’insulto della recente legge 132/2015 (l’ennesimo regalo alle banche a carico dei professionisti), che prevede che il compenso ai CTU nelle esecuzioni immobiliari venga “… calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita.” e saldato solo dopo la avvenuta vendita dell’immobile pignorato è in arrivo un altro schiaffo ai professionisti che svolgono il ruolo di CTU. Il compenso orario per i Consulenti Tecnici d’Ufficio,  che il DM Giustizia del 30/5/2002 stabiliva in €uro 8,15 a vacazione (due ore), starebbe per essere adeguato al costo della vita.

Secondo il sottosegretario alla giustizia, Cosimo Maria Ferri, intervenuto recentemente in un convegno, in un decreto, inviato al ministero dell’Economia per ottenere un parere, e quindi di prossima emanazione sarebbero infatti previsti “meccanismi perequativi per garantire che la liquidazione dei compensi rispecchi sempre la dignità della prestazione svolta”, ovvero un adeguamento dei compensi all’inflazione e agli aumenti registrati nel costo della vita.

Se questa ipotesi viene confermata, “in soldoni” questo significa che il compenso al CTU, che prima era di €uro 8.15 a vacazione, potrebbe aumentare fino a poco meno di €uro 10,00, ovvero cinque €uro per ogni ora di lavoro.

È noto a tutti che nel corso di questi ultimi 14 anni, i CTU per ottenere un compenso minimamente dignitoso hanno dovuto aumentare fittiziamente l’importo delle spese rimborsabili e, fino a 3 o 4  volte il numero delle vacazioni, con la tacita tolleranza dei magistrati   ben consapevoli di non potere liquidare un compenso di poco più di 400 €uro per una prestazione che ha comportato un impegno di 100 ore lavorative.

Ma intanto, per dirla con Tito Livio, “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur” che significa che a breve, mentre noi continuiamo a discutere, ciascuno nei propri circoli, più o meno blasonati, del sesso degli angeli, uscirà un decreto Legge che gratificherà i CTU con un compenso di 5 €uro l’ora. Evviva!

In molti hanno fatto sentire la loro voce di protesta e qualche volta di proposta sulla legge 132/2015, che, come noto, ha stabilito che il compenso ai CTU nelle esecuzioni immobiliari venga “… calcolato sulla base del prezzo ricavato dalla vendita.” e saldato solo dopo la avvenuta vendita dell’immobile pignorato, e tra questi Aldo Olivo, Presidente di Confedertecnica Lazio, che, in una lettera al Presidente della sezione IV (Esecuzioni Immobiliari) del Tribunale di Roma ha chiesto che tale criterio venga applicato solo agli incarichi affidati dopo l’entrata in vigore di tale legge, o anche la Federazione Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati Mobilitati, che ha proposto un compenso minimo garantito per i CTU e la revisione delle norme in vigore, o il Consiglio Nazionale degli Ingegneri che ha definito le regole per la determinazione dei compensi dei CTU “un inaccettabile regalo alle banche”.

Io credo che sarebbe opportuno convocare un tavolo allargato al quale possano sedere tutti i rappresentanti degli architetti, degli Ingegneri, delle altre professioni tecniche, comunque rappresentati, sia da Ordini o Consigli Nazionali che da Sindacati o Associazioni, per un confronto che porti invece a formulare una proposta unitaria e condivisa, e per questo molto forte, che venga poi trasmessa agli organi di Governo.

I consigli nazionali e/o gli Ordini professionali, che hanno comunque ruoli ben distinti da quelli delle associazioni o dei Sindacati, non si sporcherebbero certo il blasone se inviassero agli organi di Governo un documento condiviso e sottoscritto da tutti, perché insieme al documento trasmetteremo un messaggio importante, quello di una categoria numerosa (circa 600.000 professionisti, che contribuiscono per il 14% circa al PIL), forte e soprattutto unita.

Fino a quando non smetteremo  di cercare ciascuno solo la visibilità personale o dell’associazione o Ordine, o Consiglio Nazionale che si rappresenta, e non arriveremo ad unirci  in uno sforzo comune e a sottoscrivere tutti insieme richieste condivise, possiamo aspettarci nuovi schiaffi o addirittura colpi mortali che potrebbero portarci a scomparire, o, nel migliore dei casi, ad essere assorbiti dalle ben più forti e compatte imprese, ben liete di fare di noi un gustoso boccone, un  raffinato dessert di fine pasto.

Arch. Giancarlo Maussier 
Presidente di Federarchitetti Roma