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Targhe alterne a Roma. Possiamo fare qualcosa ?

Siamo sicuri che il traffico privato sia il maggior responsabile dell’inquinamento atmosferico? Siamo sicuri che non ci siano alternative alle “targhe alterne” per l’abbattimento del livello delle polveri sottili? E noi, architetti e ingegneri, insieme agli altri rappresentanti del comparto delle professioni tecniche, possiamo fare qualcosa per migliorare le condizioni di salubrità dell’aria?

Velocità a 30 km all’ora, riduzione di 2 gradi dei riscaldamenti, biglietto unico per i mezzi pubblici, stop ai caminetti. Sono le misure per l’emergenza smog del protocollo condiviso uscito dal vertice del 30 dicembre 2015 tra il ministro dell’Ambiente Galletti, i sindaci e i presidenti delle Regioni che scatteranno dopo sette giorni consecutivi di allarme polveri sottili.

Il commissario di Roma, Francesco Paolo Tronca, intende attenersi al protocollo e le targhe alterne, ancorché previste dalle legislazioni di tutti i Paesi UE e statunitensi, starebbero per andare in soffitta. La responsabilità dell’innalzamento dei valori di polveri sottili non sarebbe quindi solo delle auto ma anche degli impianti di riscaldamento e della ridotta efficienza energetica degli edifici, compresi quelli di più recente costruzione, o addirittura partoriti dalla matita di note archistar.

È infatti ormai dimostrato che il livello dell’inquinamento e la quantità delle polveri sottili nell’aria delle nostre città, e, in particolare nella capitale, tende ad aumentare, anche sensibilmente, in coincidenza con l’accensione degli impianti di riscaldamento, e a ridursi e a tornare nei limiti della norma, in primavera, dopo il loro spegnimento.

È allora in questo campo che possiamo dare il nostro contributo, sollecitando l’attenzione degli organi di Governo regionale e locale, per l’attuazione o il rafforzamento delle misure necessarie

Possiamo per esempio chiedere all’Assessore alle Infrastrutture, Politiche abitative, Ambiente della Regione Lazio una maggiore e più severa vigilanza sugli APE che vengono presentati allo sportello del Genio Civile, che sono spesso redatti con superficialità e  intollerabile approssimazione, perché troppo spesso ritenuti un inutile ma , ahimè, necessario “pezzo di carta”, piuttosto che un serio strumento per  il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, ma possiamo anche immaginare che il rilascio di un titolo abilitativo sia subordinato a interventi finalizzati al contenimento dei consumi energetici .

Ma dobbiamo anche invitare i colleghi ad essere molto più scrupolosi nella redazione degli APE , e a chiedere per tale prestazione un giusto compenso professionale, perché non vorremmo mai vedere offerte di 29 €uro per un APE, come è invece capitato di leggere su Groupon, perché in tal caso dietro queste ridicole proposte possono nascondersi delle vere e proprie truffe .

Noi di Federarchitetti, insieme agli Architetti e agli Ingegneri che rappresentiamo, vorremmo invece percorrere la strada di un effettivo miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici della nostra città, facendocene convinti sostenitori e promotori, sia presso la committenza, che presso le imprese, e condividere un giorno il merito dei benefici che potranno derivare alla collettività alla quale apparteniamo.