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600 EURO: PRENDO ANCH’IO … NO TU NO

Non conosco il mondo delle altre libere professioni, ma devo dire che l’articolo 27 del Decreto “CURAITALIA” sembra una colossale presa per i fondelli per gli Architetti e gli Ingegneri costretti da tempo a fare i conti con la difficoltà di trovare lavoro che oggi è ancor più ingigantita dalla emergenza Covid-19.

Quella che sembra, ad una lettura veloce, una elemosina, non riguarda minimamente gli architetti e gli ingegneri che esercitano la libera professione, in quanto essa è destinata infatti, come scritto al punto 1 dell’art. 27 del predetto Decreto Legge, solo … ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Ma è a tutti noto che gli architetti e gli Ingegneri titolari di partita IVA devono essere obbligatoriamente iscritti a INARCASSA che è una delle altre forme previdenziali obbligatorie che, in quanto tale, li esclude dalla possibilità di ottenere tale indennità, forse destinata ad altre tipologie di professionisti non riconducibili al sistema ordinistico.

Insomma un articolo del tutto inutile per gli architetti e gli ingegneri liberi professionisti, che forse alla mancata elemosina preferirebbero la garanzia di una equa distribuzione degli incarichi professionali, ovvero … PIU’ LAVORO PER TUTTI.

arch. Giancarlo Maussier (Presidente di Federarchitetti Roma)

clicca per scaricare il decreto “CURAITALIA