Niscemi: chiudiamo le stalle
questo il testo del comunicato inviato oggi al Presidente del Consiglio, on.le Giorgia Meloni
FederArchitetti Roma, profondamente scossa dalla drammatica evoluzione degli eventi che colpiscono in queste ore la città di Niscemi, intende portare all’attenzione delle Istituzioni e dell’opinione pubblica la necessità non più rinviabile di un cambio di paradigma nella gestione del territorio.
Precisiamo subito, come ricordato dal nostro consigliere con delega alla protezione civile, arch. Marco Colcerasa, che “quanto accaduto non è solo una calamità naturale imprevista e imprevedibile, ma la rappresentazione plastica di una fragilità strutturale già annunciata e ignorata, dal precedente evento franoso del1997; “senza che nessun provvedimento venisse adottato”, osserva il Vice Presidente di FederArchitetti Roma, arch. Fabrizio Pistolesi.
Oggi, “a poco meno di trent’anni, continua Colcerasa, il nuovo ebento franoso si è evoluto interessando un fronte ampio ormai 4 chilometri che ha spaccato il quartiere Sante Croci e l’area Belvedere-Canale a conferma che l’attuale pianificazione è insufficiente.”
“Una ferita grave” viene definita dal Sindaco Massimiliano Conti, che paventa il rischio concreto di isolamento della città per la chiusura delle Provinciali 10 e 12, confermato dai vertici della Protezione Civile Regionale che parla di un evento “senza precedenti”.
Noi di FederArchitetti Roma, con il pensiero affettuoso e solidale rivolto ai 1500 Niscemesi sfollati, che probabilmente non rientreranno mai più nelle le loro case, aggiungiamo che ci troviamo di fronte al collasso di un sistema territoriale complesso la cui fragilità è stata purtroppo ignorata, come dimostrano le immagini eloquenti delle case paurosamente sospese sul vuoto
Riteniamo che non si possa pensare alla natura geologica del suolo, costituita da sabbia su argilla, ben nota da tempo (vedi Niscemi su Wikipedia), come unica causa dell’evento calamitoso, disgiuntamente dall’antropizzazione selvaggia e incontrollata e dalle mancate attività di protezione del territorio e dell’ambiente.
Considerate quindi:
- Le caratteristiche geomorfologiche dello “lo stivale” consistenti in un’alternanza di zone costiere e montane con rispettive condizioni di rischio
- L’alea imprevedibile introdotta dal cambiamento climatico, che alterna siccità a bombe d’acqua (vedi il recente ciclone Harry);
- L’inadeguatezza dei piani attuali nel prevedere scenari dinamici come quello di Niscemi, dove il fronte franoso avanza di ora in ora,
- L’inutilità di chiudere la stalla quando i buoi sono fuggiti, procedendo per “somma di emergenze”, con spericolati interventi di consolidamento o ripristino,
- La necessità di una nuova pianificazione e progettazione, che metta al centro la fragilità del suolo e la resilienza delle infrastrutture, FederArchitetti Roma rappresenta la necessità ormai indifferibile della costituzione di un organismo tecnico permanente per la revisione dei Piani Urbanistici e dei Piani di Protezione Civile finalizzata all’individuazione dei migliori strumenti, predittivi e non solo reattivi, per la difesa dell’ambiente, dei suoli e dei cittadini.
Chiediamo quindi, formalmente, di essere resi partecipi di questo Organismo finalizzato alla elaborazione del quadro analitico, necessario all’aggiornamento dei piani territoriali.
La partecipazione degli Architetti e degli Ingegneri, unitamente a tutto il comparto delle professioni tecniche, è condizione necessaria per:
- Superare la logica del mero “ripristino” post-crollo;
- Individuare e proporre soluzioni efficaci ed immediate che integrino sicurezza geologica, qualità dell’abitare e la tutela del paesaggio;
- Rispondere alle esigenze abitative di chi, come gli sfollati di Niscemi, vede la propria casa minacciata non da un evento improvviso, ma da un rischio abbondantemente annunciato e trascurato.
- Evitare che Niscemi sia solo l’ennesimo capitolo di una tragica contabilità nazionale.
L’obiettivo è fornire la collaborazione interdisciplinare che, in queste ore, il Governo e le Istituzioni stanno chiedendo tramite il Ministro Musumeci e il Presidente Schifani.
Roma, 28 gennaio 2026
Arch. Giancarlo Maussier
Presidente di FederArchitetti Roma

