BONUS EDILIZI E CASE GREEN – intervento del presidente Maussier al convegno INARCH Lazio del 8/5/2023

Il consumo di suolo

La tendenza di molte amministrazioni nella gestione urbanistica delle grandi o piccole città è quella di privilegiarne l’espansione, speso per soddisfare  gli appetiti degli immobiliaristi o dei grandi elettori, come è avvenuto a Roma, per esempio, alla Bufalotta, o al parco Leonardo di Fiumicino, dove un’edilizia accattivante ha favorito l’insediamento di un gran numero di abitanti, ma, soprattutto un inarrestabile e sciagurato consumo di suolo che ha comportato un aggravamento dell’inquinamento ambientale e atmosferico e quindi delle condizioni di vita dei cittadini.

Voglio quindi esprimere anch’io la preoccupazione già espressa prima di me da molti autorevoli esponenti del mondo della cultura, dell’urbanistica e dell’architettura sui danni irreversibili prodotti da questo scellerato consumo di nuovi suoli sottratti al godimento della collettività senza pensare alle conseguenze negative nel lungo periodo di questo nuovo sacco di Roma.

Credo allora che non sarà mai troppo tardi per proporre ed ottenere, anche partendo da queste occasioni di incontro, un ripensamento delle Amministrazioni sul mai troppo vecchio problema del recupero dell’esistente, senza tuttavia trascurare le esigenze di espansione della città.

Una gran parte del patrimonio immobiliare di Roma, come di quasi tutte le altre piccole o grandi città hanno bisogno di interventi di manutenzione o di rinnovamento che  vanno dal più immediato rifacimento delle facciate, che non è un’operazione di pura cosmesi, ma spesso di messa in sicurezza, ad interventi più complessi e costosi come quelli di efficientamento energetico o di miglioramento sismico che anche in città come Roma possono e devono essere realizzati .

Questo tipo di intervento, specialmente quando interessa edifici di proprietà privata, ha bisogno di essere incentivato non solo con i già noti bonus, ma soprattutto con la riattivazione dei canali per la cessione dei crediti che consenta a tutti (imprese, professionisti e fornitori) di praticare lo sconto in fattura.

Non dovrebbe essere esclusa in questo senso l’ipotesi che Inarcassa si attivi con la banca con la quale è convenzionata (Pop. Sondrio ?) per facilitare a tutti gli Architetti e Ingegneri Liberi professionisti l’apertura di una linea di credito per eventuale sconto in fattura/cessione del credito relativo alle proprie prestazioni professionali.

I bonus edilizi

A dire il vero sono molti i bonus che hanno favorito il mantenimento in vita o addirittura la crescita di molte imprese o professionisti ma la brusca frenata degli ultimi due governi rischia ora di portare al fallimento molte imprese con i crediti incagliati e altrettanti studi professionali, spesso di piccole dimensioni.

Nel prendere atto di queste difficoltà segnalatemi da molti colleghi iscritti a Federarchitetti penso anche che se solo la metà degli immobili bisognosi di interventi di manutenzione ordinaria o di efficientamento energetico venissero facilitati in questo percorso dal Governo o dagli altri organi della pubblica amministrazione, è assai probabile che la quasi totalità dei professionisti del comparto tecnico avrebbe una grande quantità di lavoro per almeno un decennio.

Ricordo che in occasione dell’ultimo Giubileo il comune di Roma riconobbe finanziamenti a fondo perduto per il rifacimento delle facciate degli immobili situati nelle zone A e B del Comune.

In Italia si calcola che il 65% degli edifici si colloca tra le classi F e G –le più basse.

È evidente a tutti, ma era anche prevedibile, che molti, compresi alcuni colleghi hanno visto nei bonus e di più nei superbonus, una imperdibile occasione di illecito arricchimento.

Hanno destato clamore alcuni casi di truffe come quello riportato da Repubblica del 22 marzo scorso relativa ad un’indagine che ha visto dieci arresti e una quarantina di indagati tra Avellino e Asti per bonus facciate cantierizzati su progetti e capitolati reali, senza alcun intervento eseguito, su immobili e persino comuni inesistenti, per non parlare dei proprietari, spesso ignari, a volte nullatenenti, altre volte pregiudicati, altre volte soggetti deceduti.

IN questo caso sono stati sequestrati crediti per tre miliardi e duecento milioni, una cifra inimmaginabile, a detta del GIP del Tribunale di Asti Federico Belli.

Ma queste truffe non giustificano le restrizioni introdotte dal governo Draghi prima e dal governo Meloni dopo, che hanno penalizzato gravemente il comparto edile e quindi quello di noi professionisti.

Appare francamente inaccettabile che alcuni abbiano puntato l’indice contro la categoria dei professionisti, ma è anche assai grave che nessuno abbia segnalato la vergognosa speculazione del sistema bancario che per l’acquisto dei crediti è arrivata a pretendere tassi di interesse assai vicini al tasso di usura.

La soprintendenza

Non voglio dimenticare di segnalare le difficoltà, spesso insormontabili, incontrate da molti colleghi per interventi sulle facciate o per efficientamento energetico su edifici vincolati o ricadenti a Roma, all’interno delle mura Aureliane, per i quali le Soprintendenze hanno fino ad oggi vietato l’uso di materiali termici di ultima generazione, hanno imposto il legno per la sostituzione degli infissi, hanno vietato l’installazione dei pannelli fotovoltaici.

E’ successo ad un collega che, dopo avere chiesto aiuto all’Ordine degli architetti di Roma, si è rivolto a noi di Federarchitetti per segnalarci le difficoltà poste dalla sovrintendenza che gli impediva qualsiasi tipo di intervento di efficientamento su un immobile di scarsissimo valore architettonico, e mi piace ricordare che in quell’occasione, grazie a Sabrina Alfonsi, allora presidente del primo Municipio, siamo riusciti ad ottenere l’attenzione della soprintendenza.

Ricordo anche, con profondo rammarico, che in quella occasione l’Ordine degli Architetti di Roma ha declinato il mio invito a predisporre un documento a firma congiunta dell’Ordine e dei sindacati delle professioni tecniche, da inviare al Comune di Roma e alla soprintendenza per segnalare questo problema e richiederne soluzioni.

La convenienza dei bonus

Per giustificare la riduzione dell’aliquota del superbonus dal 110% al 90% e del bonus facciate dal 90% al 60%, e il blocco della cessione dei crediti fiscali da essi rivenienti, che rendo appetibili i bonus solo alle classi benestanti, i rappresentanti degli ultimi due governi hanno lamentato l’eccessivo costo di questi benefici fiscali.

Non ho competenze in materia di economia ma tutti sappiamo che da 100 €uro di fatture per lavori eseguiti con il beneficio di uno qualunque dei bonus lo stato ne riceve poco meno di 10 € per IVA, dai 30 ai 40 € di IRPEF IRPEG, dai 5 agli 8 Euro di contributi previdenziali o assicurativi, per un importo stimato pari a più del 50 % dell’importo fatturato

A questo va aggiunto il risparmio di gas o di altri combustibili per riscaldamento che, per il solo ecobonus, pare  si aggiri intorno al 2/3% del consumo, e non per un solo anno .

Per non parlare dell’effetto volano che ogni bonus avrebbe sul comparto edile e in particolare sul mondo delle professioni tecniche.

Insomma il mio auspicio è che i bonus e qualsiasi altro tipo di incentivo nel settore edilizi non vengano mai più considerati un costo, ma un investimento per il miglioramento della qualità della vita e delle condizioni di tutto il patrimonio immobiliare oltre che del territorio.

Direttiva UE Case Green

Ci aspettiamo che una nuova vita, anche attraverso nuovi incentivi, venga dal recente via libera arrivato dal Parlamento Europeo alla direttiva sulle “case green”, un provvedimento avanzato dalla Commissione europea per migliorare le performance energetiche degli edifici .

La direttiva prevede che tutti gli immobili residenziali rientrino almeno in classe E entro il 2030 e poi addirittura in classe D entro il 2033 con l’obiettivo finale di arrivare ad abitazioni da zero emissioni entro il 2050,

Si tratta di un provvedimento che, vista l’opposizione di alcuni paesi, sarà presumibilmente attenuato, la cui applicazione sarà allungata nei tempi, anche se a quei politici che fanno terrorismo di mestiere va ricordato che dal campo di applicazione di questa direttiva sembrerebbero esclusi

  • edifici e monumenti sottoposti a tutela(immobili storici o dal particolare valore architettonico);
  • edifici collocati in zone vincolate e protette;
  • edifici residenziali usati meno di quattro mesi all’anno
  • edifici di culto
  • strutture considerate temporanee

A conclusione del mio intervento ringrazio per l’invito l’Inarch Lazio e il collega Marco Vivio al quale voglio ricordare che è giunto ormai il momento che tutte le Associazioni e i Sindacati delle professioni tecniche capiscano la necessità di unirsi per portare avanti insieme tante battaglie per la tutela e la dignità dei colleghi, troppo spesso sacrificati per gli interessi di altri e ormai considerati imprenditori e non più professionisti.

Giancarlo Maussier


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